La sua zampata a tempo quasi scaduto ha permesso alla Nebros di fermare il Milazzo e di continuare la striscia di imbattibilità nel 2025. Matteo Pontini è uno dei tanti simboli di questa squadra che non sembrava nata per consacrarsi tra le grandi ma lo è diventata passo dopo passo, partita dopo partita, tanto da non soffrire di vertigini neanche trovandosi lassù, in piena zona playoff.
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Archiviato il derby del “Vasi” è tempo di pensare ad un’altra sfida di alta quota, considerato che i ragazzi di mister Palmeri saranno impegnati sabato in casa del Città di Avola, terza forza del campionato ma reduce da ben dodici risultati utili consecutivi (ultima sconfitta a Palazzolo il 23 novembre) e tre vittorie di fila. Un vero e propria spareggio per il vertice, perché sarebbe ingeneroso parlare di esame di maturità per una squadra che da inizio stagione ha dimostrato di potersela giocare con tutti.
Pontini sa che questa Nebros può tornare da Avola con un risultato positivo: “Loro sono una grande squadra, ci sono nomi importanti e altisonanti. Vengono da una lunga serie di risultati positivi, ma anche noi stiamo bene. Siamo in un ottimo periodo e abbiamo dimostrato che sappiamo come giocare le partite contro questi avversari. Sicuramente lì ci sarà un ambiente molto carico: ad Avola il fattore campo si fa sentire. Credo che ci saranno più spettatori rispetto a domenica, sarà dunque stimolante giocare davanti ad una cornice di pubblico importante”.
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Il suo gol ha permesso alla Nebros di riacciuffare il Milazzo, passato momentaneamente in vantaggio grazie a La Spada: “Mi sono fatto trovare nel posto giusto al momento giusto: mi è arrivato questo pallone laterale e non ho potuto fare altro che spingerlo in porta. È stata una bella partita, chi è venuto al “Vasi” si è certamente divertito. Il Milazzo è una grande squadra e ha giocato aggredendo la partita con il piglio giusto. Noi abbiamo avuto il merito di non disunirci dopo il loro vantaggio, di crederci e di tenere viva la partita fino alla fine, raggiungendo il pareggio. Credo che il risultato finale sia corretto”.
Sul suo apporto da subentrato Pontini aggiunge: “Sinceramente quando ho visto che non partivo titolare ci sono rimasto male, ma perché ci tenevo a giocare. Il mister ha fatto le sue scelte e vanno accettate perchè sono sempre motivate. Emotivamente ero in panchina ma è come se fossi stato in campo dal primo minuto: ho incitato e spinto i miei compagni, poi quando sono entrato ho dato come sempre tutto me stesso e sono stato premiato dal gol. È la forza del nostro gruppo: stiamo bene tra di noi, ci sono serenità e complicità, ognuno è pronto a dare sempre qualcosa in più per aiutare il compagno, nessuno si sente una riserva ma siamo tutti titolari”.