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Orlando: “Ancora un penalty non dato. Il pari un punto di partenza”

L’unico tra i giocatori a parlare in sala stampa è stato Luca Orlando. L’attaccante, che nella scorsa stagione aveva brillato all’Aversa sotto la gestione Di Costanzo, ha commentato così la prova del Messina contro il Cosenza: “Nel primo tempo abbiamo creato almeno tre nitide occasioni da gol, oltre al rigore che ci poteva stare, il gol annullato e quel cross per Corona intercettato dal portiere. Nel secondo, invece, siamo calati fisicamente, mentre dobbiamo spingere sull’acceleratore da qui alla fine, provando a vincere le prossime partite. Bisogna migliorare, ma dopo tante sconfitte questo pari è un buon punto di partenza, avendolo raggiunto senza subire gol e concedendo davvero poco al Cosenza”.

Il nervosismo a fine gara

Inevitabile, quindi, soffermarsi col diretto interessato sull’episodio incriminato, al centro dell’analisi del ds Ferrigno. “Sulla palla lanciata da Benvenga ho fatto un movimento alle spalle del difensore che ha continuato la sua corsa senza poter prendere la palla ed ha agganciato i miei piedi. L’arbitro, invece, ha segnato sul suo taccuino una simulazione da parte mia. Come c’era il rigore per loro c’era pure quello in nostro favore. Inoltre ho visto un pò di malafede anche nelle decisioni prese su alcuni falli. Gli arbitri si pongono in un certo modo nei nostri confronti e ciò mi fa stizzire. Anche a Foggia non ci era stato concesso un penalty evidente e questi episodi non possono che incidere sull’andamento delle partite”.

Uno stacco di Damonte sotto gli occhi di Corona e Orlando (foto Furrer)

Quali le valutazioni in vista di un rush finale che si preannuncia terribilmente in salita ? “L’obiettivo è quello di qualsiasi atleta, ovvero di non avere rimpianti e dare sempre il massimo. Mancano sette partite e non vogliamo promettere nulla, altrimenti appariremmo scontati e la gente non ci crederebbe più. Oggi va visto il bicchiere mezzo pieno, non avendo subìto gol e anzi creato occasioni come prima non ci capitava. Possiamo puntare a vincere quattro o cinque gare che sembrano alla portata, dobbiamo assolutamente provarci. In questo momento pesa però anche l’assenza di un preparatore atletico”.

Alessandro Calleri

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