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Il Messina resta in eterna attesa ma la città e la squadra invocano risposte

L’atteso confronto tra l’Amministrazione e la proprietà del Messina non ha sciolto le riserve sul futuro del club. Si attendono le possibili estromissioni di Taranto e Turris e il deferimento dell’Acr, che chiarirà l’entità della penalizzazione dovuta al mancato versamento dei contributi fiscali entro il termine dello scorso 17 febbraio.

Silverio Magno
Il notaio messinese Silverio Magno

Il presidente Stefano Alaimo è tornato a parlare dopo giorni di silenzio, prendendo di fatto altro tempo, un po’ come era avvenuto già in estate, quando dopo un preliminare siglato il 23 giugno l’acquisizione del pacchetto di maggioranza si sarebbe dovuta completare entro il 30 luglio, prima di una proroga infinita e di interlocuzioni poi riavviate, che alla fine sono sfociate nell’atto notarile del 2 gennaio scorso.

Al sindaco Federico Basile il notaio Silverio Magno ha confermato la consegna di un documento contabile che attesterebbe l’imminente “sblocco” dei fondi dell’Aad Invest Group, chiamata a garantire certezze e bonifici reali dopo le tante promesse disattese in Belgio prima e in Italia poi. La città, attonita di fronte ad una crisi senza ritorno che rischia di condizionare definitivamente anche il cammino sul campo, invoca chiarezza ma il documento trasmesso al notaio “è riservato e confidenziale”, riferiscono da Palazzo Zanca.

Sciotto, Frassica e Basile
Nino Frassica con il presidente Sciotto e il sindaco Federico Basile

L’attesa prosegue anche se in realtà le scadenze sono imminenti. In vista del deferimento sarebbe infatti determinante corrispondere i contributi dovuti, circa 135mila euro, per testimoniare la buona fede di un club che aveva invece onorato le tre mensilità di stipendi ai tesserati, sfruttando in parte anche crediti in Lega per il minutaggio e gli incassi delle cessioni operate a gennaio dal direttore sportivo Domenico Roma.

Sull’entità della penalizzazione ballano le cifre, con i due punti ipotizzati dal legale Mattia Grassani per un club fin qui sempre virtuoso, i quattro che sarebbero comminati in caso di scorporo in due differenti deferimenti della contribuzione Irpef e Inps mentre il presidente del Trapani Valerio Antonini, in uno dei suoi ormai famigerati tweet, ha addirittura paventato il rischio di un -6.

Stefano Alaimo
Il presidente del Messina Stefano Alaimo (foto Ciccio Saya)

Dal notaio non si sono presentati invece il ceo Doudou Cissè, che rischia un’altra figuraccia dopo il fallimento del Deinze in Belgio, e il proprietario uscente Pietro Sciotto, “assente giustificato” ha riferito Basile, facendo riferimento sembra a problemi di salute che lo avrebbero costretto ormai da giorni fuori città.

Sul punto sarebbe fuori luogo soffermarsi oltre, anche in virtù della legittima privacy e delle serie vicissitudini patite dal presidente, che in estate annunciò il suo ricovero al Piemonte per un delicato intervento chirurgico. Non si può che augurare una pronta guarigione, che viene prima anche del calcio.

Banchieri
Banchieri prende appunti in panchina (foto Giuseppe Scialla)

L’aspetto che desta invece serie perplessità è l’inconsistenza dimostrata fin qui dall’Aad Invest Group, incapace di onorare le prime due scadenze, con la Lega e la proprietà precedente, ad appena tre settimane dalla presentazione ufficiale al Comune, dove Cissè e Alaimo sono stati accolti con tutti gli onori del caso, anche dal consiglio comunale.

Il 14 luglio scorso l’Acr Messina in una nota ufficiale si dichiarava “fiducioso nell’esito positivo di una procedura che obiettivamente è complessa, tenuto conto dell’importanza del gruppo estero”. Dopo sette mesi mancano le conferme e così non è facile trasmettere serenità ad un gruppo che sul campo fin qui non ha mai fatto mancare impegno e dedizione.

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