Calcio

Biagioni: “Non si possono prendere cinque gol. Pensare che avevamo reagito”

Per il Messina è maturata la decima sconfitta stagionale, che pone fine anche a una serie di otto risultati utili in dieci gare, tra campionato e Coppa. Ma a pesare ancora una volta sono le modalità, con i peloritani che erano stati capaci di ribaltare in poco più di venti minuti lo 0-2 incassato all’intervallo, portandosi in vantaggio.

Il tecnico Oberdan Biagioni la analizza così: “Nel primo tempo non meritavano di passare in svantaggio. La Cittanovese ha creato due occasioni, sfruttando peraltro due nostri errori. Svarioni evidenti che hanno determinato questo risultato. Dopo il passivo eccessivo incassato all’intervallo abbiamo avuto un’ottima reazione nella ripresa, trovando addirittura il 3-2. Incredibilmente abbiamo rovinato tutto, subendo subito il pari, con un altro errore individuale su un nostro possesso, che ha dato il là a una ripartenza”.

Il direttore di gara Francesco D’Eusanio di Faenza (foto Nino La Macchia)

Nei minuti conclusivi è sfumato anche il pareggio, che avrebbe consentito di agganciare Città di Messina e Roccella, mentre i playoff indicati come obiettivo dal presidente Sciotto sono ormai distanti dodici punti e definitivamente fuori portata. La corsa alla permanenza diretta non è compromessa, dal momento che il Locri resta a quattro punti: “La partita a quel punto sembrava incanalata sul 3-3. A tre minuti dal termine abbiamo incassato un’espulsione e la rete decisiva. Potevamo fare meglio, non capita certo tutti i giorni di incassare cinque reti in casa”.

Anche la direzione arbitrale è finita sul banco degli imputati, ma per Biagioni non è la causa scatenante della nuova debacle: “È stata una giornata negativa, sul fronte degli episodi. Mi è sembrato nettissimo ad esempio il rigore su Sambinha sul 3-3. Ma l’arbitro non ha sbagliato soltanto lì. Ci sono stati altri frangenti discutibili, ma è inutile recriminare su questo. Dobbiamo recitare il mea culpa e capire perché è accaduto”.

Napolitano in pressing su Barbera (foto Nino La Macchia)

Le partenze di Genevier e Baldè privano però il tecnico di opzioni determinanti tra centrocampo e attacco: “È stata una settimana particolare, perché abbiamo perso un giocatore importante. Ma dobbiamo nonostante tutto guardare avanti e pensare che abbiamo una responsabilità verso la città e i tifosi. Dobbiamo cercare di pensare a noi stessi e fare risultati, per uscire fuori da questa situazione”.

Mercoledì si torna in campo per la quinta volta in Coppa Italia, nel Lazio, contro l’Albalonga: “Dobbiamo ricompattarci per un quarto di finale importante, che è già alle porte. Stiamo cercando di fare il massimo. Ci sono stati degli incidenti di percorso. Questo 5-3 è devastante, ma la squadra aveva reagito ed aveva portato il risultato a casa. Abbiamo fatto harakiri, potevamo evitarlo con maggiore tranquillità. Servirà una reazione diversa in futuro”.

Il saluto tra i capitani Crucitti e Arcidiacono (foto Nino La Macchia)

Ultima nota stonata, la tifoseria in collina, per via dell’ennesima chiusura del “Franco Scoglio” al pubblico. Biagioni non nasconde lo scoramento: “La gente vuole vedere le squadre giocare, le porte chiuse sono brutte ovunque, in qualsiasi città e in qualsiasi categoria. Senza pubblico è davvero tutto più triste”.

Daniele Straface

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