Al Teatro Vittorio Emanuele proseguono gli appuntamenti del “Laudamo in Città” promosso dalla compagnia DAF – Teatro dell’Esatta Fantasia.
Infatti il prossimo 15 gennaio ci sarà il debutto di “Terra che non sa” di Sarah Lanza, che rappresenta il secondo appuntamento della trilogia “Progetto Parola Pasolini” su Pier Paolo Pasolini. La regista Lanza ha così commentato il suo lavoro: “Ho voluto riprendere e trasformare il lavoro già eseguito magistralmente in precedenza da Campolo, per evidenziare le difficoltà ed i disagi di una famiglia africana, costituita da madre e padre, in contrapposizione all’ovvia quanto tranquilla quotidianità di quella italiana, riportando in scena ancora una volta i Banks, come in Vento da Sud Est”. “Teatro che non sa” assume l’aspetto di Teatro-Danza e, appunto per questo, Sarah Lanza ha scelto le musiche basandosi sulle preferenze pasoliniane: dallo stile classico con Mozart e Bach a quello swing, scanzonato e grottesco. All’interno dell’opera troviamo citazioni che rivelano la ricerca teatrale sul pensiero di Pasolini che da va Teorema e dall’Edipo Re agli Appunti per un’Orestiade Africana, fino alla Ricotta.
Elvira Ghirlanda, curatrice della prefazione allo spettacolo di Sarah Lanza, ha sottolineato: “sincretizzare tempi e luoghi tra essi distanti, ricordi remoti e desideri di un futuro inconciliabile, la paura e l’istinto di sopravvivenza. E’ questo Terra che non sa. È un sogno di Pasolini”. Fondamentali sono le testimonianze dei giovani migranti del centro “Ahmed”, che hanno contribuito a creare la storia che caratterizza la famiglia africana il cui destino, grazie anche ai due “testimoni” pasoliniani, Antonio Vitarelli e Michele Falica, viaggia attraverso luoghi e nuove speranze, sofferenze e difficoltà, ma che si intreccerà per una nuova vita con quello della famiglia italiana.