Troppo Sudafrica per l'Italia. Springboks di slancio: 55-11
A East London gli azzurri in partita per mezz'ora, poi le mete dei campioni del mondo. Steyn protagonista, di Sepe (meta) e Mirco Bergamasco i punti italiani
Senza pietà. Il Sudafrica risponde alle critiche piovute in settimana (dopo il misero 29-13 di sabato scorso contro l'Italia) e impartisce una dura lezione agli azzurri: 55-11 (7 mete a 1) nel catino tutto esaurito dell'Absa Stadium di East London. Partita dai due volti: sostanziale equilibro fino alla mezz'ora e negli ultimi 20', mentre nella fase centrale i campioni del mondo hanno spinto sull'acceleratore, dimostrando d'essere molto avanti nella preparazione all'appuntamento più importante della stagione, il Tri Nations. Il debutto degli Springboks (contro gli All Blacks) è in programma il 10 luglio, ma questi sono giorni di convocazioni e il c.t. De Villiers voleva vederci chiaro. Diverse le esigenze di Nick Mallett: il secondo test-match estivo degli azzurri doveva servire ad aumentare l'esperienza internazionale di alcuni elementi poco utilizzati nel 2010. Ecco spiegati i nove cambi rispetto a sabato scorso e - solo parzialmente - il punteggio finale.
PARISSE E MIRCO - L'Italia parte forte come sabato scorso, soprattutto a testa alta, senza alcun tipo di timore reverenziale: prova ne è il drop (corto) tentato da Parisse dopo appena 1'. Ancora gli azzurri fanno la prima cosa bella della partita, un'azione veloce alla mano sull'asse McLean-Parisse-Canale che costringe il Sudafrica a una rimessa nei propri ventidue. La prima sbavatura (entrata laterale di Vosawai) è il vantaggio Springboks: Steyn segna il 3-0. L'Italia c'è, Mirco Bergamasco pareggia subito e accorcia segnando il 10-6 dopo la meta realizzata e trasformata ancora da Steyn. Sembra una sfida a due, perché il numero 10 sudafricano fa anche il 13-6 e la meta del 20-6, stavolta servito da una magia di Habana. Qui si spezza l'equilibrio.
SCATTO SUDAFRICA - Prima del riposo, c'è tempo per la meta di Spies, giunta al termine di una fase d'attacco prolungata, con due ovali persi dagli azzurri. Mallett rimanda in campo gli stessi anche nella ripresa, ma alla meta del 34-6 di Du Plessis (51') scattano i cambi: fuori Picone, Ongaro e Bortolami, dentro Tebaldi, Geldenhuys e Ghiraldini. Alla fine resterà in panchina il solo Pratichetti. Il Sudafrica, rispetto a sette giorni fa, non rallenta e, anzi, mette tra sé e gli azzurri altre due mete, con Habana al 57' e con van der Merwe al 60'. Steyn rifinisce il 48-6. La reazione dell'Italia, più di gioco che caratteriale (quello sì, da applausi) si concretizza 5' più tardi con la meta meritata di Sepe, servito perfettamente da un calcetto di Gower. Stavolta Mirco Bergamasco sbaglia e l'Italia si ferma a quota 11, contro i 13 punti di sabato scorso. C'è tempo ancora per una meta, la segna BJ Botha al 78', poi trasforma Pienaar.

di Claudio Lenzi (27 Giugno 2010)
Tratto da: www.gazzetta.it

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